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E brindo a chi è come me ar bar della rabbia e più bevo e più sete me viè sti bicchieri sò pieni de sabbia
21 febbraio 2011
ventuno febbraio

Sul desktop del mio computer campeggia una foto mia di quando avevo otto mesi. Due in meno di mio nipote che è bellissimo, gattona e ha un senso dell'orientamento e dello spazio fantastico. Sto ripartendo dalle cose che mi piacciono, da quelle che mi hanno fatto sempre sentire vivo, sto ripartendo anche se non mi sono mai fermato o forse non mi sono mai mosso. Forse ho sempre pensato di muovermi, forse ho sempre fatto le stesse cose. Uno gira intorno a se stesso e pensa di girare intorno al mondo intero e nel frattempo la vita finisce e tu hai fatto solo ed esclusivamente quelle cose. Libri, musica, osservazione del mondo tramite film o qualche serie televesiva fatta in modo eccellente. Mi chiedo se sia giusto o sbagliato. Di sicuro è giusto in questo momento, in un periodo così frammentario recuperare le cose semplici che si pensava fossero solide e invulnerabili come te. Sono intelligente. Capisco sempre i momenti come questo. E vado a naso, seguo l'istinto che mi dice fai questo, fai quello, muoviti in quella direzione, non importa se non capisci il perché ma intanto fallo. Così due domeniche fa sono andato alla bellissima manifestazione intitolata " Se non ora quando" e mi sono passati accanto Dario Fo e Franca Rame, poco prima di fare il loro intervento sul palco. Sabato sono andato sui navigli e mi sto innamorando di quella parte di Milano, che è quella dove viveva Alda Merini. E un attimo prima di uscire di casa, quando già la chiave era nella toppa ho avuto l'intelligenza di togliere dalla borsa il libro che stavo leggendo e di mettere invece il librone con tutte le opere di questa poetessa straordinaria. Non capivo perché stessi facendo questo, ma come ho detto, vado a naso, l'istinto diceva di farlo e io l'ho fatto. E sui navigli ho letto Alda Merini e ancora una volta l'istinto aveva ragione, perchè quello era il mio modo di stare bene quel giorno, sulla riva di porta ticinese, o ripa, come la chiamano quelli che la conoscono meglio a prendere tutto il sole che c'era. E penso che questo sia quello che sto facendo in questo periodo e cioè una cosa che non facevo da mesi, chiedermi cosa voglia davvero, cosa piaccia davvero a Davide, prima ancora di capire cosa sia in questo momento o cosa sia diventato o cosa stia diventando o cosa rischi di diventare, prima ancora di tutto questo chiedersi cosa voglia davvero Davide, cosa mi faccia stare bene.  Buon inizio di settimana.

 

 

 

 




permalink | inviato da miocuggino il 21/2/2011 alle 18:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Scherzi a parte, sai cosa sogno qualche volta? Di volare. Comincia come una corsa a perdifiato e allungo il passo sempre di più. Intato il terreno sotto di me diventa sassoso e ripido e ad un certo punto vado così veloce che non tocco nemmeno più terra. Galleggio nell'aria ed è bellissimo, bellissimo. Mi sento libera e al sicuro. Poi tutto d'un tratto mi rendo conto che sono completamente sola. E li mi sveglio. (500 giorni insieme)