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E brindo a chi è come me ar bar della rabbia e più bevo e più sete me viè sti bicchieri sò pieni de sabbia
8 giugno 2011
otto giugno

Non è stato un anno scolastico facile, non è stato un anno facile, anzi, è stato un anno difficilissimo. Mi sono sbattuto come un ovetto, una frittata spalmata su tre scuole, elementari medie e superiori, non mi sono fatto mancare nulla, arrabbiature tante, gratificazioni pochissime, soldi meno che mai. Ripartire da una mediocrità che la vita ti ha imposto per un po' di mesi non è facile. Specie quando da sempre hai odiato la banalità, le ripetizioni, le sensazioni già raccontate. Più si cresce e più e così credo. Il multiforme che sei sempre stato, il cangiante che non hai mai smesso di essere lo devi cercare. Le sfaccettature sfuggono e tu devi inseguirle. Ciò che sei stato e che vorresti continuare ad essere va sempre più veloce e tu sempre più stanco, più sfatto, sbiadito, con gli anni che passano e con ancora la voglia di fermare il tempo, con il terrore del tempo che passa, con la paura di non poterlo raccontare più, con la paura di voltarsi indietro, troppo indietro, con addosso la sensazione che guardarsi intorno, guardare avanti sia inutile, che il bagaglio che hai accumulato sia più che sufficiente. Sapere di non avere più 30 anni mi ha messo addosso una tristezza che sembra infinita, ha provocato un'assenza di parole, un'emorragia al contrario che mi è piovuta addosso in modo chirurgico. In modo preciso. In questo senso la mia vita mi piace ancora da morire, perché comunque sia quello che accade è preciso, quello che mi succede è frutto di qualcosa che è accaduto prima, di qualcosa che ho accumulato prima. E forse sta accadendo questo anche adesso, sto accumulando, sto viaggiando verso una vita nuova che già c'è, ed è come in quei film dove c'è l'autostoppista che prende in macchina un perfetto sconosciuto e si guardano con diffidenza, scambiandosi poche parole, nell'attesa di scoprire se uno dei due è un assassino o se il viaggio diventerà un viaggio vero, con un paesaggio, con delle risate, con delle lacrime. Ecco, forse, senza che me ne accorgessi è iniziato un viaggio nuovo. E ho già bucato, ma io con i motori non ci so fare...




permalink | inviato da miocuggino il 8/6/2011 alle 13:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Scherzi a parte, sai cosa sogno qualche volta? Di volare. Comincia come una corsa a perdifiato e allungo il passo sempre di più. Intato il terreno sotto di me diventa sassoso e ripido e ad un certo punto vado così veloce che non tocco nemmeno più terra. Galleggio nell'aria ed è bellissimo, bellissimo. Mi sento libera e al sicuro. Poi tutto d'un tratto mi rendo conto che sono completamente sola. E li mi sveglio. (500 giorni insieme)