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E brindo a chi è come me ar bar della rabbia e più bevo e più sete me viè sti bicchieri sò pieni de sabbia
DIARI
6 luglio 2011
sei luglio
Da un po' di tempo ho smesso di pensare a me da bambino, di cercare risposte attraverso quelle immagini bellissime, alcune in bianco e nero, quelle foto dove c'erano quegli occhi profondi, bellissimi, teneri. E ho iniziato a voler bene a quegli stessi occhi ma nelle foto da adulto. Le foto più recenti sono molto belle, mi ci ritrovo, c'è qualcosa che è cambiato, cerco di capire dove è finita la poesia, la magia, so che c'è, distribuita in modo diverso, spalmata sulle cose che faccio e che vivo ma c'è. Finora sono stato molto individualista, quella poesia, quella magia, quel modo di fare le cose erano miei e soltanto miei e da me dovevano tornare alla fine della giornata, alla fine di un periodo, alla fine di un ciclo di esperienze e di emozioni più o meno bello. Adesso è cambiato qualcosa e non so come e non so perché, ma so che questo è l'inaspettato che un po' mi piace, l'imprevedibile che prima invadeva la mia vita adesso è una flebile fiammella, ma devo comunque custodirla gelosamente con le mie manine. Sono bello, in questo periodo sono bello anche se stanco e in quelle foto si vede, si vede che c'è della vita, vita che ha fatto il suo dovere, in barba a ciò che pensavi, in culo al tuo desiderio di vederti come insegnante di italiano a spiegare Calvino e Pavese, la vita ti sta imponendo di diventare un insegnante di storia e di geografia e non lo rimpiango. Ho capito perchè guardavo quelle foto, ho capito una delle tante cose che quegli occhi chiedevano. Chiedevano cosa si prova ad essere adulti, chiedevano non tanto come si fa o come ci si arriva, ma cosa si prova e a cosa bisogna rinunciare e cosa c'è di diverso nella vita che facevi quando l'unica responsabilità che avevi era quella di porti quelle domande. Ed è bellissima, anche se riesco a malapena a sentirla la luce che emana la risposta a una di quelle tante domande: essere adulti significa scendere a compromessi, lasciare che la vita faccia il suo dovere, i suoi magheggi facendoti arrabbiare perchè da bambini è una gran cazzata che gli adulti scelgono per te, sei tu che scegli con che occhi guardare il mondo, che occhi indossare per tutto il tempo di quel viaggio. Ecco.



permalink | inviato da miocuggino il 6/7/2011 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Scherzi a parte, sai cosa sogno qualche volta? Di volare. Comincia come una corsa a perdifiato e allungo il passo sempre di più. Intato il terreno sotto di me diventa sassoso e ripido e ad un certo punto vado così veloce che non tocco nemmeno più terra. Galleggio nell'aria ed è bellissimo, bellissimo. Mi sento libera e al sicuro. Poi tutto d'un tratto mi rendo conto che sono completamente sola. E li mi sveglio. (500 giorni insieme)