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undici marzo

Un signore che legge Life, l'autobiografia di Keith Richards, il treno delle 10:53 soppresso, sognare Ottavia dopo tanto tempo, due signori che guardavano i loro biglietti per vedere se erano obliterati bene, una ragazza che legge Fabio Volo, champagne supernova degli oasis, i'm the walrus dei beatles, un signore che spiegava il funzionamento del tablet a una che sembrava sua madre e invece era la sua fidanzata, prendere al volo il treno delle 10:01, avere l'abitudine di prendere un caffè ma non prenderlo perchè è un'abitudine, la signora dell'edicola che nel darmi il giornale mi dice tenga giovanotto, il sorriso che ho adesso nel pensarci, la bella vita di jovanotti, Radio Zeta, dalle parti di Lecco che ci ricorda che all'Antares di Pavia ci sarà il grande Pietro Galassi, una rosa e un bacio alla donna che ho nel cuore, Penny Lane dei Beatles, l'ultimo singolo degli Skunk Anansie, un signore sui sessanta seduto sul predellino di una vespa gialla che aspetta qualcosa o qualcuno, Irene Grandi che si prende un pocket coffie prima della tourneè, un signore spettinato che si accarezza i baffi, black holes and revelation dei muse, io confesso, Mauro Ermanno Giovanardi featuring La Crus, la radio che non si sente nelle gallerie, ascoltare per un paio di minuti un tizio che sembra dire cose intelligenti e scoprire subito dopo che è Federico Moccia, un cane che dorme in un giardino, letteralmente stravaccato(o stracagnato), il lago alle sue spalle, scorrere le stazioni radio quando si è in galleria solo per il gusto di sentire quel rumore, U-Berlin dei Rem, l'Eurospin di Bellano, il signore vestito in modo eccentrico che a detta del controllore dev'essere ospite fisso di quei vagoni, colorare di rosso il segnalibro dell'agenda, Happy hour di Ligabue, Parlo con te di Giorgia, sentire un'intervista di Raphael Gualazzi e scambiare la sua voce per quella di Mauro Ermanno Giovanardi, mio nipote che fa ciao ciao con la manina quando gli togli di mano qualcosa, un esilarante scambio di sms con Anna, la scritta Trenitalia un po'cancellata in modo che si legga Trinità, il sole su Villapizzone, non ricordarsi l'esatta sequenza di treni che si sono presi migliaia di volte, un signore che sembra un mio vicino di casa ma con venti anni di meno, sedersi nello spazio che sta tra una cabina e l'altra in quei due sedili che fanno tanto salottino, la penna che aveva smesso di scrivere e ha ripreso quasi subito, il colpo di tosse di uno degli Oasis prima dell'inizio di wonderwall, il passo svelto di una sudamericana col culo grosso mentre scende le scale. La Cisl unisce le generazioni guardando al futuro.

Pubblicato il 11/3/2011 alle 19.54 nella rubrica Diario.

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