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ventisei ottobre

Ho sempre pensato che uno ha dei punti fermi e che quei punti abbiano una velocità che non può cambiare. Non credevo si potesse arrivare a 33 anni e avere così tanta paura e così tanto coraggio da farti mettere in discussione tutte le certezze. Eppure è bello, è maledettamente bello il tempo che passa, è bello provare a essere felici a 33 anni, raccontare a te stesso e ai tuoi ragazzi che in fondo non lo sei mai stato che hai provato stamattina a cominciare ad esserlo. E' bello sapere di aver fallito tutto, di avere sbagliato, ma di avere vinto per il semplice fatto che hai ancora un giorno per potere fare tutto bene e per potere lavorare su te stesso, partendo da zero come se non avessi vissuto. Tutto sbagliato, tutto da rifare. Pensavi di avere lavorato bene, di avere trovato il modo, che quel modo fosse tuo e che tutto il resto dovesse modellarsi su quel tuo modo di essere. E invece. E invece è bello cambiare atteggiamento, ogni attimo, ogni minuto, vedere che il tempo passa  e che l'importante è quello che fai oggi, è il sorriso che dai a te stesso oggi, l'opportunità che ti concedi. Non lo so, forse sono diventato banale, forse non è più il tempo dei dubbi, delle fantasmagoriche certezze, della parola perfetta cercata a tutti i costi. Forse è più importante vivere, perché chissà cosa ci sarà dopo, un attimo dopo, una vita dopo, che senso ha lasciarsi scappare tutto questo. E' banale tutto questo ma è bellissimo.

Pubblicato il 26/10/2011 alle 11.33 nella rubrica Diario.

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